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| Umm Suqeim Beach e l’apprezzamento dei dirigenti Fifa presenti in tribuna Villar (vice presidente) e Valcke (segretario generale). La corazzata verde-oro si è guadagnata il pass per le semifinali giocando una delle sue migliori partite di sempre e questo è il premio più gratificante cui gli azzurri potevano ambire. Il Brasile è stato sempre in vantaggio, ma non ha mai dato l’impressione di poter ammazzare l’incontro, cosa che peraltro era già avvenuta in passato e che accade praticamente in quasi tutte le gare che giocano i brasiliani. A fare il resto ci ha pensato Pasquali che, supportato da tutto il gruppo, ha preso per mano l’Italia portandola vicina al pareggio durante una terza frazione giocata in maniera perfetta. Il primo a gioire e soffrire per questa nazionale è stato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, nonché vice presidente della Figc, Carlo Tavecchio che a fine gara ha rivolto alla squadra parole di apprezzamento: “Abbiamo tenuto alto il nome dell’Italia in una partita che in molti ritenevano fosse già segnata prima ancora che iniziasse, ciò che più mi gratifica è il fatto che la nostra nazionale ha dimostrato come il risultato raggiunto lo scorso anno a Marsiglia non sia stato frutto di una casualità ma, al contrario, sia frutto del lavoro che ormai da sei anni la LND e la Federazione stanno svolgendo sia con il campionato italiano che con la rappresentativa azzurra”. Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il vice presidente vicario della LND, nonché capo delegazione azzurro in questa spedizione Mondiale, Alberto Mambelli: “Usciamo con onore dalla Fifa World Cup e sono convinto che se non avessimo incontrato il Brasile saremmo andati un’altra volta in finale. È stato un Mondiale difficilissimo e l’Italia è stata veramente grande!”. Al Commissario Tecnico Giancarlo Magrini spetta il compito di trarre a caldo il primo bilancio di un’esperienza comunque straordinaria: “Abbiamo giocato la nostra migliore partita in quella che poteva benissimo essere la finale di questo Mondiale, ce ne andiamo a casa coscienti di aver fatto bene e di aver lasciato il segno. Abbiamo dimostrato che il nostro beach soccer è uno dei migliori a livello internazionale; l’unico rammarico riguarda la mancata espulsione del portiere brasiliano nel terzo tempo che avrebbe potuto offrirci un’opportunità in più per ribaltare il corso della gara, ma adesso voglio solo complimentarmi con i miei ragazzi”. La gara ITALIA - BRASILE 4-6 (0-2, 1-1, 3-3) Italia: Del Mestre, Spada, Platania, Leghissa, Sguazzin, Corosiniti, Pasquali, Feudi, Maradona, Esposito, Palmacci. CT: Magrini. Brasile: Mao, Bueno, Sidney, Andre, Buru, Dino, Betinho, Daniel Souza, Bruno, Daniel, Benjamin, Alessandro. CT: Soares. Arbitri: Eiriz (Esp), De La Rosa (Chi), Geng (Chn). Marcatori: nel pt 6’ Sidney (B), 11’ Andre (B), nel st 4’ Andre (B), 4’ Pasquali (I), nel tt 1’ Pasquali (I), 1’ Bruno (B), 2’ Pasquali (I), 6’ Andre (B), 6’ Pasquali (I), 11’ Buru (B). Note: Ammonito: Betinho (B), Pasquali (I). Per la supersfida contro il Brasile il Commissario Tecnico Magrini sceglie in partenza un quintetto inedito con Spada tra i pali, Sguazzin centrale in difesa, come laterali Leghissa e Pasquali (che ha scontato contro il Costa Rica il turno di squalifica per l’espulsione rimediata contro la Russia) ed Esposito in attacco. La partita entra subito nel vivo dopo 20’’ dal fischio d’inizio con Sidney che calcia alto da solo davanti a Spada. Il portiere azzurro si guadagna una standig ovation 1’ dopo quando devia miracolosamente la conclusione potente di Andre. La porta italiana non viene violata nemmeno quando Sidney ruba il pallone al limite dell’area ad un incerto Sguazzin per poi calciarlo sulla traversa. Nel frattempo è sempre l’estremo difensore azzurro, stavolta in versione offensiva, a mettersi in mostra: il suo tiro da distanza siderale scheggia il palo alla destra di Mao. Nulla però può fare Spada al 6’ sul tiro proprio di Sidney che s’infila senza che il nostro portiere possa intervenire. Il “one man show” continua e Spada salva ancora il risultato sulla conclusione ravvicinata di Andre che esalta i suoi ottimi riflessi. L’Italia si scuote all’8’ con un tiro di Palmacci bloccato in due tempi dal portiere brasiliano, lo imita poco Esposito ma la sua rovesciata esce di poco alta sopra la traversa. L’Italbeach capitola ancora all’11’ sul tiro di Andre dalla destra che sorprende Spada proprio nel momento migliore per gli azzurri. Il riposo non cambia il canovaccio tattico della gara, con il Brasile a tessere trame di gioco con una continuità impressionante e con l’Italia a tamponare per poi ripartire in velocità. Ma le occasioni create dai campioni del mondo in carica sono talmente numerose che il team italiano è costretto a capitolare ancora al 4’ con il solito Andre dopo che Spada ha compiuto due miracoli, prima su Bruno e poi su Daniel. Gli azzurri però reagiscono e con Pasquali, al suo secondo gol nel Mondiale (chiuderà a quota 5 in totale, Ndr), accorciano subito le distanze alla ripresa del gioco. Il tiro del capitano italiano non è irresistibile ma, complice la sabbia e l’indecisione di Mao, s’infila ugualmente. L’Italia è galvanizzata e si rende ancora una volta pericolosa al 5’ con Esposito che calcia una punizione perfetta deviata in angolo con la spalla dall’estremo difensore avversario. Poco dopo la palla buona per il 2-3 capita sui piedi di Sguazzin che manca lo specchio della porta da ottima posizione. La nazionale di Magrini lotta su ogni pallone e risponde colpo su colpo ma la fregata Brasile non affonda. Ci mette del suo Mao che, in occasione dell’ennesimo tiro dalla propria metà campo Spada, arriva fin sotto l’incrocio per sventare la minaccia e salvare il risultato. Splendida l’azione verde-oro all’11’ che si sviluppa sull’asse Bueno-Sidney, con quest’ultimo che colpisce la traversa tuffandosi di testa grazie all’ennesimo intervento di Spada. La terza ed ultima frazione si apre con un calcio di punizione di Pasquali che s’impenna dopo aver toccato la sabbia perdendo potenza al suo arrivo tra le braccia di Mao. È sempre il capitano azzurro a pungere su tiro libero, intercettato da Betinho all’interno del cono prima che toccasse il terreno di gioco. L’arbitro se ne accorge e fischia il rigore, trasformato proprio dal giocatore terracinese. I fans italiani esplodono di gioia, così come la panchina e la tribuna autorità dove sono presenti sia il presidente LND Tavecchio che il suo vicario Mambelli, ma alla ripresa del gioco Bruno riporta a +2 il Brasile con un colpo di testa in corsa che sorprende la nostra retroguardia. Passano pochi secondi e l’Italia si riporta sotto con il solito scatenato Pasquali che dimostra al mondo intero perché è ritenuto dagli addetti ai lavori il giocatore italiano più forte di tutti tempi: il suo calcio di punizione dalla trequarti buca la mani all’estremo difensore brasiliano. Gli azzurri gettano il cuore oltre l’ostacolo e pressano gli avversari a tutto campo con le ultime energie rimaste in corpo. Quando mancano solo 7’ al termine si guadagna la sua dose di applausi anche Palmacci che obbliga Mao al miracolo per opporsi al suo destro potente. Il sogno italiano però rischia di infrangersi al 6’ quando Andre, lasciato colpevolmente solo, trafigge Spada con un piatto destro troppo facile. Ma Pasquali prende per mano ancora la sua nazionale e direttamente da calcio d’avvio segna per la quarta volta. A questo punto la gara si tinge di rosso, di quel cartellino che gli arbitri non hanno il coraggio di mostrare al portiere brasiliano che urta volontariamente Pasquali, dopo che quest’ultimo ha preso il pallone in fondo alla rete per velocizzare la ripresa del gioco. Il finale di gara vive anche di questa tensione, eppure la partita non perde in spettacolarità. Purtroppo appena scocca l’11’ Buru scrive la parola conclusiva di un match bellissimo con il sesto gol brasiliano. L’applauso scrosciante dello stadio allestito lungo la Umm Suqeim Beach è il saluto più bello che l’Italia possa ricevere al termine di una partita che comunque resterà nella storia di questa nazionale. foto: Stefano Spada. |
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